ANSIA
Cosa genera ansia?
Ansia: Paura del futuro.
Ci siamo allontanati dal nostro “centro”, ci siamo allontanati da ciò che siamo veramente, costruendoci delle “maschere” per poter essere amati, per poter essere visti a causa della paura di restare soli, abbondonati e/o rifiutati. Ma siamo noi che ci abbondoniamo ogni giorno, quando non ascoltiamo i nostri limiti, fragilità e bisogni. Il mondo occidentalizzato in cui siamo immersi ci impone, ogni giorno per essere accettati, di soddisfare le “sue” aspettative: solo quando riuscirò a laurearmi sarò ok, solo quando riuscirò a trovare un compagno/a non resterò solo/a.

DEPRESSIONE
Cosa genera la depressione?
Depressione: paura del passato.
“Apro gli occhi ogni mattina ma vorrei non aprirli, vorrei non alzarmi, non desidero nulla se non aspettare che la vita passi”. Si fa fatica, anche solo muovere gli arti e gli occhi sono spenti se non annacquati da lacrime che sgorgano senza il proprio controllo. Cosa si desidera? Non si sa, e, solo chiederselo, si fa fatica. Il corpo diventa un guscio vuoto e non c’è nessuno “in casa” che desidera qualcosa: si prova il mal di vivere.

DIPENDENZE
Cosa genera le dipendenze?
Dipendenze: paura di entrare in relazione con i nostri limiti
Dipendiamo da una partner, dipendiamo da una sostanza (alcool o droga), dipendiamo da qualcosa al di fuori di noi, delegando così all’esterno le nostre inquietudini, ansie e frustrazioni nell’attesa che qualcuno/qualcosa si occupi di noi. Conseguentemente ci delegittimiamo e ci deresponsabilizziamo ogni volta che chiediamo all’esterno di farlo al posto nostro. Tutto questo è determinato dal fatto che noi non vogliamo entrare in relazione con i nostri limiti ed i bisogni, o probabilmente non sappiamo come farlo ed inneschiamo così la paura di “non farcela”, non li accettiamo per poi prendercene cura.

DISTURBO ALIMENTARE
Cosa genera un disturbo alimentare?
Disturbi alimentari: paura del malessere interiore
Da quando abbiamo divorziato dal corpo? L’utilizzo di una mente che si sovrappone violentemente tra me ed il corpo. Questo corpo affamato, riempito, svuotato per non dire abusato. Il corpo diventa il contenitore di rabbia e violenza agita ma non esperita. Eppure… il pericolo è MORIRE.

DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (DOC)
Cosa genera il disturbo ossessivo compulsivo?
Disturbo ossessivo compulsivo: un pensiero abbandonato a se stesso
In una conferenza tenuta a Monaco da Rudolf Steiner nel gennaio 1912 aveva come argomento: “Nervosità, fenomeno del nostro tempo”. Steiner, in quella occasione, sottolineò che quella “nervosità” sarebbe aumentata progressivamente nell’umanità a venire. Steiner si sofferma su due esempi: il primo è quello di chi “è incapace di trattenere un pensiero e di seguirlo fino alle sue conseguenze, chi salta continuamente da un pensiero all’altro”.

LUTTO / DISTACCO
Cosa genera un lutto non elaborato?
Lutto non elaborato: paura di “lasciare andare”.
In psicologia si parla molto di attaccamenti ma non di distacchi. Eppure, c’è un distacco non solo quando c’è un lutto e/o un abbandono ma anche quando rinunciamo ai sogni romantici, alle aspirazioni impossibili che investono tutti i rapporti umani o quando dobbiamo abbandonare l’età giovanile e le sue pretese di invulnerabilità per passare ad un’età adulta fatta di responsabilità. Quando pensiamo al distacco intendiamo in genere la perdita di una persona amata, una relazione affettiva finita (divorzi, separazione consensuali) o una tappa evolutiva conclusa come lasciare la famiglia di origine. In realtà, il tema è assai più vasto e complesso e coinvolge l’intero corso della nostra vita.

IPOCONDRIA
Cosa genera l’ipocondria?
Disturbo ipocondriaco: paura di sentire il corpo.
Quando il corpo è vivo, può anche provare dolore e fastidio, la sensazione si fa presente e, per alcuni, prepotente e allora sale l’angoscia: la paura di avere qualcosa che non va. Un ipocondriaco vuole “mettere a tacere il corpo”, che altro non è che vita, attraverso una risposta medico-scientifica, vuole imbrigliare in un diagnosi-medica ciò che sente pensando così di diminuire il proprio stato di ansia ed angoscia. E, magari momentaneamente, tale turbolenza diminuirà, per poi risalire di nuovo quando si ripresenterà un nuovo sintomo fisico.

DIFFICOLTA' RELAZIONALI
Cosa genera la difficoltà relazionale?
Difficoltà relazionali: paura dell’intimità.
Non mostrare il proprio disappunto, abbassare gli occhi sperando che l’interlocutore intuisca miracolosamente il proprio stato d’animo, cercare di impostare un timido discorso ma non arrivare mai al punto, rimanere bloccati dando l’idea del “chi tace acconsente”, questo ed altro sono esempi di chi ha difficoltà relazionali sia nella sfera professionale che affettiva-familiare.

AGGRESSIVITA'
Cosa genera l’aggressività?
Attacchi di rabbia: paura di accogliere la rabbia.
L’emozione rabbia è un segnale, che se non si ascolta fino in fondo e non la si accoglie, può trasformarsi in attacchi di ira ed aggressività. I motivi per cui sopraggiunge l’emozione della rabbia possono essere i più disparati:
- Sentirsi oggetto di ingiustizia e/o prevaricazione
- Sentirsi impotenti (Non ottenere ciò che si vuole) e/o frustrati
- Sentirsi molte volte stanchi e tesi poiché siamo in ansia
- Sentirsi delusi e feriti da qualcuno che non ci accetta

AUTOLESIONISMO
Cosa genera l’autolesionismo?
Autolesionismo: paura delle emozioni.
Non si riesce “a contenere quello che accade”: la testa è piena di fumo, il cuore pompa adrenalina, gli occhi producono acqua, il petto è schiacciato, il respiro si fa flebile, il vuoto si fa protagonista alla bocca dello stomaco. Si annaspa in uno stato percepito di profondo vuoto e tutto questo ingenera angoscia ed ansia. Allora perché non utilizzare la sensazione del dolore dovuto ad un taglio autoinflitto per riconnettersi alla realtà e sentirsi vivi (sentire il corpo)?
