Autolesionismo
Cosa genera l’autolesionismo?
Autolesionismo: paura delle emozioni.
Non si riesce “a contenere quello che accade”: la testa è piena di fumo, il cuore pompa adrenalina, gli occhi producono acqua, il petto è schiacciato, il respiro si fa flebile, il vuoto si fa protagonista alla bocca dello stomaco.
Si annaspa in uno stato percepito di profondo vuoto e tutto questo ingenera angoscia ed ansia. Allora perché non utilizzare la sensazione del dolore dovuto ad un taglio autoinflitto per riconnettersi alla realtà e sentirsi vivi (sentire il corpo)?
Tale sensazione riempie il vuoto e l’angoscia e l’ansia diminuiscono. Dura poco, ma è piacevole, sembra una medicina, ma è una droga. Una droga per assopire i sensi, per spegnere le emozioni. È più facile curare il corpo esternamente che internamente. Una ferita so come si cura, l’anima a volta no.
Si sposta così l’attenzione dal dolore emotivo a quello fisico, quest’ultimo in un primo momento allenta la tensione, generando sollievo, e allontana da esperienze emotive che non si riescono a contenere. Tuttavia, tale rituale ingenera nuove esperienze emotive spiacevoli, quali colpa e vergogna per aver messo in atto il comportamento autolesionista.
Auto-ferimento può diventare un rituale e così l’evento può ripetersi fino a diventare una dipendenza. L’impulso a tagliarsi fa sì che certi comportamenti possono ripetersi anche più volte al giorno: il pensiero di ferirsi diventa ossessione, sempre più forte nei momenti di stress.
Molte persone che presentano questo disturbo riferiscono:
- “La prima volta che mi sono fatta male avevo 13 anni, mi sentivo esplodere, tanta era la rabbia che avevo dentro. Era un dolore insopportabile, tagliarmi lo rendeva più gestibile, lo faceva diminuire, era come farlo scorrere fuori assieme al sangue”
- “Mi coprivo per evitare il giudizio altrui”
- “La lametta era la mia droga”
- “Appena lo fai, ti senti meglio, ma poi…”
Grazie a Psicologi Castelli Romani imparerai a sentire, riconoscere, ma, soprattutto accogliere le emozioni e “non tagliarle”. Sapendo che le emozioni ci permettono di definirci nel mondo partendo da ciò che vogliamo.
PAROLE CORRELATE ALL’AUTOLESIONISMO: autolesionismo non suicidario; adolescenza; alessitimia; impulsività; ideazione suicidaria; depressione maggiore; depressione, ipersensibilità; negativismo; proiezioni ostilità, sospettosità, paura di perdita.